Scena Mobile presenta

Work
un'idea di Carlo Galati

Lo spettacolo Work mette in scena “un pezzo di fabbrica”. Letteralmente. Una vera catena di montaggio manovrata dal robot industriale Kuka Iontec 20 3100 viene portata sul palcoscenico. A lavorare con il robot è l’operaia Elisa, protagonista dello spettacolo Work, interpretata dall’attrice Valentina Fusaro. Elisa è un’operaia con le mansioni di decoratrice di contenitori per pupazzi. Lavora fianco a fianco con un braccio meccanico che impacchetta i peluche nei contenitori disegnati da Elisa. Casualmente riesce a capire come gestire e comandare il robot, riuscendo a dare una nuova vivacità alla sua normale giornata lavorativa. In questa nuova quotidianità vissuta con il robot, Elisa manifesta il suo carattere, la sua sensibilità, le sue ambizioni. Lo spettacolo non utilizza unicamente la capacità di impressionare del “mostro” robot, che dimostra in scena la sua potenza, la sua velocità e la sua precisione; ma dà vita a un confronto tra operaia e macchina che genera azioni sceniche di volta in volta comiche, grottesche, drammatiche, ironiche, spiazzanti.

Dal 18 giugno 2022 Opificio Puca di Sant’Arpino (CE)

Scena Mobile presenta

Diossina
un'idea di Carlo Galati

Tre uomini vivono all’interno di uno spazio chiuso e indefinito, sviluppando una loro esistenza basata su consuetudini quotidiane. Non sono attratti da ciò che succede esternamente, nè hanno alcuna motivazione ad esplorare l’ambiente che li circonda. Sarà il mondo esterno ad invadere la loro esistenza. Gli impianti della loro dimora si guastano e un fumo inquietante invade il loro spazio, minacciandolo. Potrebbero aprire la finestra, ma scorgono dai vetri la presenza di roghi accesi, i cui fumi potrebbero essere ancora più pericolosi. Valutano varie soluzioni, ma la situazione precipita: qualcosa si abbatte sull’abitazione.. Cadono pezzi di intonaco dal soffitto, accompagnati dal fumo della polvere dei calcinacci. C’è la paura che questo “qualcosa” si abbatta di nuovo sull’abitazione con più veemenza, portando distruzione. Non c’è nessuna possibilità di reagire. Si può solo aspettare che tutto finisca, sperando di raggiungere la propria sopravvivenza. Nello spettacolo il fumo è la traccia di cose e avvenimenti di cui avere timore e a cui è difficile opporsi. Nell’allestimento dell’opera il fumo ha una configurazione plastica e colorata ed è un elemento fondamentale per creare dinamiche cariche di emotività. Diossina è il primo di una serie di spettacoli che la Coop.Scena Mobile sta conducendo sull’uso del fumo in campo artistico come materia da plasmare e utilizzare nella sequenza narrativa degli spettacoli.

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Il Pasto del Drago
un'idea di Carlo Galati

Il Pasto del Drago è uno spettacolo che prevede il coinvolgimento del pubblico nella sua messa in scena. Nell’allestimento dell'opera è prevista una grande macina, la cui funzione è quella di preparare un pasto per il drago che sta per giungere. In un paese senza tempo e senza definizione geografica sta per arrivare un drago famoso per la sua potenza distruttiva. La popolazione si riunisce per decidere su come procedere. C’è chi propone la fuga, chi di combatterlo anche a costo della vita, chi di cercare di ammansirlo cercando il lato più sensibile del mostro alato. Viene accolta la proposta dello Stregone, ovvero di impegnarsi tutti insieme a preparare un pasto adeguato per bontà e quantità all’appetito del Drago. Il pubblico dello spettacolo spingerà una macina collegata a una serie di strumenti musicali che si azioneranno con il movimenti della macchina. Il pubblico coinvolto nell’azione scenica, attaccato alla macina, spingendo con cadenza ritmica, suonando, e intonando strofe rituali, diventa il vero protagonista dello spettacolo.

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